| Non sono scarabocchi |
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“Ogni disegno è espressione della persona che lo esegue”. Questa frase inizia il libro <<Non sono scarabocchi>> di Crotti e Magni. Il bimbo di 2, 3 anni già disegna a modo suo e se gli chiediamo cosa ha disegnato ci racconta molte cose sul suo disegno. Quei bastoncini, cerchi, macchie e magari tutte uguali, saranno tante cose e/o persone e tutte diverse tra loro. E il bambino, lì in quell’insieme di scarabocchi e buchi sul foglio, racconta le proprie emozioni, le proprie paure, i suoi stadi biologici e psicologici. I test basti sulla interpretazione dei disegni vengono detti “proiettivi” proprio per questo: il bambino sul foglio proietta tutto ciò che lo riguarda; egli dialoga con il mondo degli adulti attraverso i propri disegni e gli adulti avranno il compito di “tradurre” quella parte di sé che mostra.
Quando il bambino disegna, e mi sto riferendo al bambino di 1-3 anni, si accorge di esistere e di essere separato dal mondo; in questo modo egli testimonia la sua presenza. E non solo! Lo scarabocchio gli serve per celebrare l’origine della sua scrittura… da esso il bambino comincia a costruire il linguaggio scritto quindi la comunicazione. Come un cordone ombelicale simbolico, lo scarabocchio gli permetterà di restare unito alla propria famiglia e contemporaneamente gli aprirà le porte verso quel viaggio verso la propria graduale autonomia. Del resto l’uomo primitivo strisciando le mani sull’argilla, tracciando il contorno della mano appoggiata alla parete della propria grotta ha lasciato un segno della sua presenza e pensiamo a quale meraviglia che dovette provare di fronte a quanto era in grado di fare! Dal punto di vista neurobiologico e psicomotorio, il bambino per poter scarabocchiare deve aver raggiunto una adeguata capacità nel muovere la mano con la penna sul foglio cioè un certo grado di maturazione del sistema nervoso che presenterà ovviamente delle tappe ben definite. Fino a i 20 mesi circa i disegni sono omolaterali ovvero tutti nella parte destra del foglio se eseguiti con la mano destra o nella parte sinistra se con la mano sinistra. Essi sono anche centrifugati ovvero iniziano in un punto vicino al bambino e man mano si allontanano. La direzione oraria o antioraria non ha importanza. A scelta che il bambino farà comunque non sarà casuale bensi dovuta dalla sua struttura cerebrale e rimarrà fissa fino ai 3 anni. Sarà da questa età in poi infatti che il bambino potrà disegnare dei cerchi. Dai 30 mesi in poi il bambino sarà in grado di far convergere la grafica col linguaggio accompagnando il proprio disegno con la descrizione a voce alta. Accanto agli oggetti semplici da lui disegnati sinora (linee, punti, scarabocchi) appariranno oggetti più complessi come un cerchio completo che con una retta diventerà una figura umana denominata “uomo-girino” . Ma a questa età apparirà anche la prima scrittura ovvero lo scarabocchio che imita la scrittura dei grandi. Sarà dopo i 4, 5 anni che il bambino comincerà a differenziare forme non figurative che saranno poi base sia per la scrittura che per il disegno.
Nell’interpretazione dei disegni occorre imparare ad osservare per dare il giusto valore nell’interpretazione. Questo vale sia per i genitori che per gli educatori. Bisogna osservare con attenzione:
Altra componente d’analisi del disegno quindi saranno: la figura umana, l’albero, la casa, la famiglia. Prendo per esempio in esame la figura umana: nel disegnarla il bambino rappresenta inconsciamente se stesso quindi la percezione del proprio schema corporeo e dei desideri che l’accompagnano. Se l’omino è disegnato in un buon punto del foglio, magari centrale, è proporzionato e strutturalmente completo, occupa quasi tutto il foglio, è stato disegnato con un tratto ben delineato il bambino sarà avviato verso una crescita armonica con un buon adattamento alla realtà circostante. Prendiamo ad esempio la dimensione (lunghezza o grandezza) spropositata di un organo umano:
Il disegno dei bambini è il modo spontaneo di esprimere sé stessi; per questo saper leggere i loro disegni permette di capire più a fondo le loro esigenze e le loro paure. Evi Crotti e Alberto Magni sono due esperti del settore. Il loro libro offre a genitori ed insegnanti nonché psicologi ed educatori uno strumento per comprenderli ed aiutarli. Hanno insieme pubblicato anche <<I disegni dell’inconscio>>, <<Come interpretare gli scarabocchi degli adulti>>, <<Chi è mio figlio?>> ed altri. (Crotti – Magni)D. Tomassini
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