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FATA BRILLANTINA


Sopra a una collina piccina piccina abitava fata Brillantina. Aveva una casetta graziosa con dei fiori sulle finestre e altri nelle aiuole che affiancavano la strada. Abitava lì da tanto tempo e tutti la conoscevano, ma mai nessuno aveva visto i brillantini che lei possedeva.
Spesso i bambini del paese le chiedevano: - Fata, ci fai vedere i tuoi brillantini?
Brillantina faceva finta di non sentire e se ne andava senza rispondere.

Un giorno la fata pensò di dare una sbirciatina ai suoi brillantini perché non si ricordava di che forma e di che colore fossero, ma ben presto si accorse che non sapeva più dove li aveva nascosti. Brillantina li cercò negli stivali dell’inverno, li cercò nella pentola sotto il lavandino, rovistò tutto il sottoscala tra le scope e i detersivi, ma non li trovò.
Più la fata cercava e più il pensiero che qualcuno glieli avesse presi aumentava dentro di lei. Pensò che i bambini del paese potessero saperne qualcosa, allora andò da loro e chiese: - Siete stati voi a prendere i miei brillantini?
Una bimba le rispose: - Noi non li abbiamo presi ma ci piacerebbe poterli vedere e possederne uno.
La fata, preoccupata, ritornò alla sua casa e rovistò ovunque finché li trovò. Erano nella scatola verde sotto i gomitoli di lana. Li aveva nascosti lì proprio lei l’ultima volta che li aveva guardati, ma poi si era dimenticata dov’erano.

Brillantina contenta di aver ritrovato i suoi tesori, li dispose sul tavolo e li guardò ben bene. C’era un brillantino a forma di cuore, un altro a forma di stella, un altro ancora a forma di fiore e tante, tante altre sagome e colori.
Come erano belli quei brillantini!
La fata, però, dall’entusiasmo di averli ritrovati, si dimenticò di chiudere le imposte per non far vedere la luce che i brillantini espandevano.
Quella sera si vedeva la casa della fata brillare anche molto, molto lontano. Un ladro vide tutta quella luce uscire dalla casetta sulla collina e, presi gli occhiali da sole per non farsi abbagliare, partì. Aspettò che fata Brillantina si addormentasse e pian piano entrò nella sua casa per prenderle i tesori.
Il ladro, giunto a casa, nascose i brillantini sotto sette materassi, sette cuscini, sette coperte e sette piumini perché nessuno potesse vedere la loro luce.

Brillantina, quando si svegliò, si accorse subito del furto e pensò di andare a chiedere aiuto ai bambini.
“Bambini, bambini aiutatemi a ritrovare i miei brillantini; se li ritroverete ve ne regalerò uno a ciascuno!” disse.
I bambini, entusiasti della promessa fatta, si misero alla ricerca e appena fu sera si accorsero che la casa del ladro brillava di una strana luce. Tutti insieme i bambini si fecero coraggio, ripresero i tesori della fata e di corsa glieli riportarono.

La fata fu molto contenta e ad uno ad uno pose nelle mani  dei bambini, aperte a forma di scodella, un brillantino.
“Cosa ne farai? Dove lo metterai?” chiedeva fata Brillantina e i bambini, con negli occhi la luce della felicità, diedero tante meravigliose risposte.
Brillantina, la stessa sera, prese ago e filo e cucì tutti i brillantini sul suo vestito così che tutti potessero vederli e così ben cuciti non li avrebbe più persi.
E tutti vissero felici e contenti.

 
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