Programmazione per la Scuola dell'Infanzia

Giovedì, 08 Giugno 2017 16:30

Piano Triennale Offerta Formativa (PTOF)

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Con il nuovo acronimo PTOF si introduce una novità della legge 107/2015 è la comparsa del Piano triennale dell’offerta formativa:

  • Prende il posto del POF

  • Si innesta su quanto il DPR 275/1999 prevede in materia di progettazione dell’offerta formativa.

  • non contiene solo l’offerta formativa

  • Il PTOF diventa il principale documento di riferimento per la vita della scuola (A.Valentino)

Programmazione dell’offerta formativa triennale

  • Alla definizione delle finalità, intese come quadro di accesso e di lettura del piano, farà seguito la programmazione dell’offerta formativa triennale che ai sensi del comma 2 della legge 107 servirà per “il potenziamento dei saperi e delle competenzedelle studentesse e degli studenti e per l’apertura della comunità scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali”.

COME SI COSTRUISCE IL PTOF 4 GIÀ IL DPR 275/1999 PARLAVA DI “IDENTITÀ” DI UNA SCUOLA…

Un POF (a maggior ragione un PTOF) dovrebbe delineare i compiti formativi che una scuola si impegna a realizzare

  • Deve tener conto di una pluralità di fonti:
  • le prescrittività contenute nelle Indicazioni nazionali;

  • i bisogni degli allievi;

  • le caratteristiche e le domande del contesto;

  • i margini di discrezionalità professionale nel costruire ambienti di apprendimento, autonomia di ricerca, organizzativa e didattica

COSA CONTIENE IL PTOF: OBIETTIVI FORMATIVI

Nel piano si dovranno inserire anche le offerte aggiuntive, integrative, extracurricolari, opzionali, facoltative, che ampliano ed arricchiscono l’offerta formativa. Bisogna evitare tuttavia un doppio curricolo, è necessario muoversi nell’ottica dell’integrazione tra saperi formali, non formali, informali [I confini oggi sembrano più labili, però non si può annebbiare il ruolo specifico della istituzione-scuola].

  1. valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all'italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell'Unione europea, anche mediante l'utilizzo della metodologia Content language integrated learning;
  2. potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche;
  3. potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell'arte e nella storia dell'arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, anche mediante il coinvolgimento dei musei e degli altri istituti pubblici e privati operanti in tali settori;
  4. sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell'educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell'assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri; potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economico-finanziaria e di educazione all'autoimprenditorialità;
  5. sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale, dei beni paesaggistici, del patrimonio e delle attività culturali;
  6. alfabetizzazione all'arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini;
  7. potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all'alimentazione, all'educazione fisica e allo sport, e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica;
  8. sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con particolare riguardo al pensiero computazionale, all'utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;
  9. potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio;
  10. prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e del bullismo, anche informatico; potenziamento dell'inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso percorsi individualizzati e personalizzati anche con il supporto e la collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e delle associazioni di settore e l'applicazione delle linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati, emanate dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca il 18 dicembre 2014;
  11. valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l'interazione con le famiglie e con la comunità locale, comprese le organizzazioni del terzo settore e le imprese;
  12. apertura pomeridiana delle scuole e riduzione del numero di alunni e di studenti per classe o per articolazioni di gruppi di classi, anche con potenziamento del tempo scolastico o rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89;
  13. incremento dell'alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione;
  14. valorizzazione di percorsi formativi individualizzati e coinvolgimento degli alunni e degli studenti;
  15. individuazione di percorsi e di sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni e degli studenti;
  16. alfabetizzazione e perfezionamento dell'italiano come lingua seconda attraverso corsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana, da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore, con l'apporto delle comunità di origine, delle famiglie e dei mediatori culturali;
  17. definizione di un sistema di orientamento.

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