Organizzazione nella Scuola dell'Infanzia

Giovedì, 08 Giugno 2017 16:30

Organizzazione della Giornata

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Ecco come viene scandita la giornata dei vostri bambini, nel corso della giornata. ovvio è solo un esempio ogni scuola si gestisce in modo leggermente diverso.

L'ingresso alla scuola è dalle ore 7,55 alle 9,00 e l'uscita e dalle 15,45 alle 16,00.
E' consentita, previa richiesta scritta, l'uscita anticipata alle ore 13,00.
Dalle 7,55 alle 10,15
ATTIVITA' NEI CENTRI.

Ogni bambino, arrivato a scuola sceglie in quale dei tre centri aperti entrare. Comunicandolo all'insegnante, può cambiare centro fino alle ore 9,1
Dalle 10,15 alle 10,30

Bagno - pratiche igieniche. Momento d'incontro nel "salotto".
Dalle 10,30 alle 11,50

Attività con gruppi omogenei d'età.
Dalle 11,50 alle 13,00

Pranzo.
Dalle 13,00 alle 13,15

Momento d'incontro nel "salotto", uscita anticipata
Dalle 13,15 alle 15,15

ATTIVITA' NEI CENTRI: ogni bambino sceglie d’entrate in uno dei centri aperti diverso da quello scelto il mattino.
Dalle 15,15 alle 15,45

Bagno - pratiche igieniche. Consumazione della merenda. Momento d’incontro nel "salotto".
Dalle 15,45 alle 16,00

Uscita
I bambini hanno la possibilità di scegliere liberamente tra i tre centri aperti dalle tre insegnanti di turno (che ruotano trimestralmente all’interno dei centri) per poter così mettere a frutto le loro competenze e simpatie affettive e la formazione di gruppi amicali spontanei.

L’accesso dei bambini nei centri è regolato da un numero predeterminato di mollette da bucato colorate, dette” chiavi magiche” che limitano l’accesso alla stanza evitando il sovraffollamento. In tale organizzazione l’insegnante ha un ruolo dinamico, infatti, è:
  • Accogliente perché attenta alle richieste- proposte dei bambini.

  • Animatrice perché partecipa al gioco, predispone spazi e materiale da trasformare ed aiuta a vivere nel rispetto delle regole sociali.

  • Mediatrice perché aiuta i bambini a vivere in modo attivo la relazione con persone, ambiente ed oggetti.

  • Osservatrice per riorganizzare gli spazi secondo i bisogni in atto e documentarne i cambiamenti.

Quest’organizzazione, permette alle insegnanti di sentirsi partecipi e responsabili di un’intera scuola e non solo di una propria sezione.
Le difficoltà maggiori sono emerse nel momento in cui bisognava condividere spazi, materiali, bambini e tempi.
Questo ci ha portato a stabilire regole comuni per la gestione d’ogni risorsa, evitando la competitività, l’ansia del produrre e ad essere coerenti nei confronti dei bambini nel rispetto delle regole comuni.
L’osservazione delle frequenze nei centri, registrate giornalmente in apposite griglie, ci ha portato a verificare come alcuni centri fossero meno interessanti e funzionali per i bambini.
Le insegnanti si sono interrogate per modificare, al meglio, arredi e materiale dei centri al fine di renderli sempre interessanti, motivanti e ricchi di possibilità esplorative per favorire un apprendimento che risponde alle esigenze dei bambini. In una prima fase del lavoro, le insegnanti si sono soffermate ad osservare i bambini nei loro giochi spontanei, utilizzando il metodo del diario del centro.
Da quest’osservazione si è potuto rilevare che: il gioco simbolico è l’attività predominante in tutti i centri d’interesse, perciò si è aggiunto in ogni ambiente materiale per favorire la finzione e per soddisfare in ogni situazione quest’esigenza del bambino/a.
È nata, inoltre, la necessità di confrontarci ancora sull’idea di bambino e di scuola dell’infanzia che ognuna aveva.
E’ emersa l’idea di un bambino autonomo nelle sue scelte e nei rapporti sociali all’interno di una scuola che gli permetta di sviluppare al meglio tutte le sue abilità nel rispetto delle regole di convivenza democratica.
Dopo un’attenta analisi degli spazi e dei materiali predisposti nei centri d’interesse e del loro utilizzo, le insegnanti hanno costatato che erano troppo specifici e perciò limitanti per le esigenze giornaliere dei bambini/e.
Questa verifica ci ha indotto ad arricchire ulteriormente di materiali i centri d’interesse. Ora, questi ultimi s’identificano per il colore della loro porta e della loro chiave d’accesso, ma in tutti i centri ogni bambino/a può trovare: materiale per disegnare, costruire, per fingere, per rilassarsi e per appartarsi.
La scelta iniziale di “specificità “ dei centri si è dimostrata una necessità delle insegnanti, le quali avevano bisogno di chiarezza nella suddivisione degli spazi per osservare le competenze degli alunni divise per campo d’esperienza.
Letto 10391 volte Ultima modifica il Martedì, 13 Novembre 2018 13:03
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