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Giovedì, 08 Giugno 2017 16:30

Costruire storie multimediali

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Il bambino di oggi vive in un contesto esperienziale che gli offre l’opportunità di interagire con il computer ancor prima dell’età della scuola dell’infanzia; il rischio che si corre è che giochi da solo con questo strumento, subendone il fascino, ma senza un uso programmato e consapevole.

Il computer rappresenta una costante della vita dei bambini e la scuola non può ignorare tale realtà, ma è suo compito, invece, individuare progetti e strategie che avvalorino sul piano pegadogico il mezzo informatico e sappiano accompagnare l’uso del computer ad adeguate forme di mediazione didattica. Sarebbe dunque utile che in ogni classe sia presente un computer, in modo da poterlo utilizzare in vari a contesti, a prescindere dai momenti espressamente previsti per il laboratorio di computer, sarà compito dell’insegnante gestirne il corretto uso fra i bambini, stabilendo rotazioni, regole e incarichi per evitare un uso esclusivo da parte di pochi; la presenza di un’aula multimediale ha chiaramente il vantaggio di permettere l’uso contemporaneo del computer da parte di un numero più consistente di bambini.

Nella scuola in cui presto servizio la strumentazione a disposizione è costituita da due pc (monitor, tastiere, stampanti, uno scanner, un masterizzatore, due macchine fotografiche digitali, un microfono); manca il collegamento ad internet, web cam e altre strumentazioni che consentirebbero la realizzazione di storie multimediali di livello più avanzato.

La storia presentata racconta il percorso del nostro progetto “Adotta una scuola”, gemellaggio con Tikikitte che nasce nell’anno 2000, continua fino ad oggi e proseguira negli anni futuri. Nel corso di questi anni, i bambini della scuola dell’infanzia in cui lavoro hanno conosciuto le usanze di un popolo che vive nel deserto del Niger: i Tuareg.

Aghali, il bambino Tuareg, rappresenta un mondo sconosciuto che piano piano siè rivelato ai nostri bambini attraverso immagini provenienti da Tikikitte, piccolo paese della regione dell’Azawak, lettere e disegni dei bambini della scuola africana, video realizzati da Giosuè Bolis, membro dell’associazione Les Cultures di Lecco, che periodicamente compie viaggi in questo paese, e oggetti realizzati dalle mani dei bambini di Tikikitte.

I nostri bambini, che vivono in un ambiente agiato, hanno potuto conoscere l’importanza dell’acqua che sgorga tutti i giorni dai rubinetti di casa ogni volta che lo desiderano mentre a Tikikitte bisogna percorrere una strada di 5 km con un carretto e un asino per raggiungere un pozzo; hanno scoperto come un semplice tappeto vuole dire “casa” sotto una tenda nel deserto, mentre le nostre solide abitazioni sono ricche di comfort.

Hanno appreso che una stella è ancora un punto di riferimento unico nella notte, mentre noi siamo circondati da mille strumenti tecnologici. E’ chiaro che il racconto della storia trova la sua modalità più semplice e spontanea nella drammatizzazione e nella rappresentazione grafico-pittorica. Per quanto riguarda i programmi di disegno utilizzati, si può far riferimento a Creative Write e a Tux Paint; anche se in questo caso particolare, le immagini sono state realizzate con tempere e pennelli, successivamente acquisite con fotocamera digitale ed inserite in una presentazione Power Point.

L’esperienza si è rivelata stimolante ed interessante, in quanto i bambini hanno visto la storia prendere forma giorno dopo giorno, le loro voci raccontarla; è stato potenziato il lavoro di gruppo e di conseguenza la capacità di collaborare: il risultato è stato un mosaico in cui ciascun bambino ha potuto riconoscere la sua tessera.

 


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Letto 3531 volte Ultima modifica il Lunedì, 12 Novembre 2018 20:04

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